sabato 6 giugno 2015

12 maggio 2015

E’ domenica, siamo veramente pronti e carichi, ora la nostra strada porta solo verso Nord dove come prime tappe ci attendono le dune  di sabbia bianca di Lancelin e  il deserto dei pinnacoli  del Nambung National Park.
Il copione torna ad essere lo stesso, percorso e  tappe vengono decise “by the way”: i luoghi da vedere,  i posti dove fare rifornimento, le aree dove dormire (evitando ovviamente quelli a pagamento) ecc ecc….tutto è da scoprire.

Piazzole sul mare e free-camping nel bush sono le mete a cui ambiamo. Posti pacifici per fermarsi, rilassarci e goderci il paesaggio cucinando alla buona e per trascorrere serate chiaccherando sotto una via Lattea che appare come un gigantesco fascio luminoso composto da milioni di led potentissimi.

Non sembra vero ma abbiamo ripreso a stare in maglietta o addirittura solo in costume! Sono tornati i tanto agognati 30 gradi, grazie ai 2000 km percorsi verso i tropici.
Restiamo nello stesso paese ma con stagioni completamente diverse: ovvio che stiamo parlando di un continente immenso.
Siamo “solo” a Shark Bay e sul nostro percorso abbiamo già incontrato posti stupendi, spiagge dall’acqua cristallina  ed altre con qualche alga di troppo ma con belle onde da surfare, come a Geraldton.

Trekking di 8 km, lungo i grandiosi canyon del Kalbarri National Park: pareti stratificate di un rosso fuoco, spioventi sull’orrido di un fiume verdastro che serpeggiando creava larghe anse in queste distese di niente. Gli orizzonti qua sono infiniti, e più saliamo più la vegetazione scarseggia: gli alberi sono spariti lasciando posto a radi cespugli. I colori del tramonto di questa terra desolata sono indescrivibili.

Svegliarsi la mattina e affacciarsi fuori dallo sportellone del van su qualche spettacolare paesaggio incontaminato fa venire voglia di vivere così per sempre. L’unica noia qua dove ci troviamo adesso -ovvero nord Western Australia- sono i milioni di mosche che ci tormentano durante il giorno: si infilano in bocca, nel naso, negli orecchi, ovunque.  Ma anche stavolta siamo stati fortunati: l’altro giorno, prima di partire per il parco Kalbarri, abbiamo conosciuto una cara signora al supermarket di Denhmark, la quale incuriosita dei nostri spostamenti,  viene a conoscenza che stavamo andando là senza avere delle retine da testa anti-mosche, (onestamente non pensavamo fossero state indispensabili); prontamente ne ha comprate 5 (una a testa) regalandocele.  Una volta al parco, con le retine-salva-vita in testa abbiamo benedetto questa santa donna… forse gli angeli esistono veramente.

Quando viaggiamo sul van, oltre ad ascoltare musica -che non può mai mancare- occupiamo il tempo parlando e sparando un sacco di cazzate, divertendoci come scemi con poco. La convivenza qua è totale  e siamo consapevoli del fatto che le scelte vanno prese tutti e 3 insieme, cercando di venirsi incontro l’un l’altro.

16 maggio 2015

Continuiamo verso Nord, direzione Shark Bay, ove vi rimaniamo per un paio di giorni, tra spiagge di sabbia candida e acqua cristallina.  La prima che vediamo è Shell Beach, che invece è composta esclusivamente da miliardi di conchigliette bianchisshime.

Grazie al ranger di zona che bussa sui nostri finestrini prima dell’alba ci svegliamo di buon’ora  (fortunatamente ci invita solo a spostarci senza rifilarci un multone): facciamo in tempo a vedere i delfini di Monkey Mia, che giungono fino a riva giornalmente per scroccare il pesce offerto dai volontari. E’ stata anche l’occasione per vedere la prima tartaruga marina in libertà.

Il tempo intanto peggiora, tanto vento e nuvole. Ci fermiamo a Carnarvon solo per fare rifornimenti dirigendoci verso Coral Bay, dove spendiamo solo mezza giornata. Armati di muta e maschera ci tuffiamo nella baia, ammirandone la ricchissima barriera corallina abitata da moltissime diverse specie di pesci tropicali, Purtroppo l’assenza del Sole compromette la resa visiva dell’immersione.

Per sera siamo già a Exmouth. Ci avevano parlato bene di questa località; già la prima mattina  ci regala una surfata bellissima su delle onde perfette, in uno spot dal fondale roccioso, surfabile perchè ancora sgombro a largo della lunghissima reef barrier del Nangaloo National Park che rende famosa questa zona.

Questo ecosistema marino è ricco di coralli di ogni forma e dimensione, habitat naturale per tartarughe, squaletti, razze, miriadi di pesci tropicali.  Adesso che abbiamo superato la linea del tropico del Capricorno ci troviamo ai tropici a tutti gli effetti. Tutta questa abbondanza di coralli arricchisce le acque soprattutto nel loro tempo di riproduzione, periodo in cui espellono il cibo preferito dai pesci più grossi al mondo, ovvero gli squali balena.

Abbiamo avuto il piacere e la fortuna di nuotare insieme a questi esseri meravigliosi,  permettendoci il lusso di un tour costoso ma ne è decisamente valsa la pena, sia per l’unicità dell’esperienza sia per l’organizzazione del tour; lo staff  e il capitano sono stati molto carini e gentili, (capendo la situazione ci hanno fatto un bello sconto); eppoi abbiamo anche goduto di deliziosi colazione/spuntino/pranzetto sui quali ci siamo avventati come se non ci fosse un domani! Il risultato è stato che non ero in grado di partecipare all’ultima sessione di snorkeling… sono rimasto solo sulla prua sotto il Sole, come un tricheco spiaggiato.
Ma quando si cerca di risparmiare da una parte ecco che l’inculata arriva dall’altra: la mattina seguente a svegliarci non è stata ne’ la sveglia ne’ il caldo del van ma ancora una volta un Ranger.
Questa volta però era deciso a farci una multa, anche se non c’erano cartelli di divieto nelle prossimità della piazzola sul mare: lo sbirro di beige vestito ha sottolineato invece come all’entrata del paese ce ne fosse stato uno ben evidente. Ovviamente sapevamo di essere in torto e abbiamo cercato di fargli un po’ pena, dicendo che cercavamo di risparmiare il più possibile e di spese ne avevamo avute già molte, come il tour del giorno prima.  Non si è fatto impietosire, e presi tutti i nostri passaporti, è entrato in macchina a scrivere i verbali.

Nell’attesa gli faccio notare che ha i fari accesi della macchina; questa mossa, insieme al mio interrompere le insistenti quanto inutili proteste dell’altro nostro compagno di viaggio acquisito (soprannominato Il Sandrino), ci ha almeno valso  uno sconto della pena, con una multa per macchina invece che una a persona…e si parlava di 100 $ a capoccia…facciamo pena a tutti!

Ancora una giornata trascorsa tra le trasparenti acque del Ningaloo Reef national park, tra spiagge da sogno e snorkeling da paura. Sembrava di nuotare in un acquario, pesci coloratissimi di ogni forma e misura, stelle marine blu, razze, tartarughe e perfino uno squaletto che si aggirava tra le basse acque dominate dai coralli.

























































































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