Eccomi qui, pronto a ripartire per una nuova avventura, dopo
quasi un anno trascorso a casa. Dal
ritorno dei mesi trascorsi in Nuova Zelanda alcune cose sono cambiate
nella mia vita, il viaggio mi ha cambiato, principalmente ha cambiato alcune
regole base della mia vita, una vita che si prende come viene, vivendo ogni
giorno a pieno senza fare progetti a lungo termine e accontentandosi di poco
godendosi dei momenti unici che nel vivere quotidiano vanno perduti.
Tornato dalla mia prima grande avventura a casa pensavo di
trovare un mondo che girasse alla mia stessa velocità ma in realtà non è stato
così, tutto era rimasto fermo al giorno della partenza, è stato bello ritrovare
amici e parenti ma ho notato un generale stato di noia e pessimismo.
Però sono stati mesi di svolta, in primis la possibilità
gentilmente concessa dai nonni di poter vivere da solo in quel bellissimo mini
attico ovvero il mesanin in curta per poter essere indipendente e libero nel
gestirmi la mia vita quotidiana, poi i due lavori caduti dal cielo che mi hanno
permesso di partire di nuovo.
Il pezzo di carta sudato per sei anni ha fruttato nella
bella esperienza dell’insegnamento alla cooperativa sociale in cui ho potuto
trasmettere quelle cose che l’università in parte e l’esperienza lavorativa di
giardiniere mi hanno dato.
Poi l’esperienza in rifugio, che grazie a un caro amico
conosciuto dall’altre parte del mondo che ha fatto da gancio (grazie Tommy) mi
ha permesso di trascorrere l’estate in un posto bellissimo e unico, dove però
proprio la mancanza di caldo e sole mi ha spinto ad anticipare la mia partenza.
Originariamente volevo restare per il Natale ed il falò 2015
ma visto che l’anno scorso sono rimasto leggermente deluso da alcune cose ho
deciso che un giorno solo in tre mesi non poteva rubarmi 3 mesi di estate in
Australia, mi spiace che l’anno prossimo non si farà ma la decima edizione è
rinviata ad anno da destinarsi!
Ecco che quindi la mia partenza coincide anche con la fine
della stagione lavorativa per l’Andre nella farm di Adelaide, anche lui ha
voglia di spostarsi per cui decido di raggiungerlo e quindi di poter viaggiare
con lui.
Dal ritorno del rifugio ho passato a casa veramente poco
tempo e questo mi è dispiaciuto perché non ho avuto modo di trascorrere
abbastanza tempo con tante persone con cui avrei voluto condividere dei
momenti, però l’inverno o meglio un autunno piovoso era alle porte, ho visto le
foto del Ticino ed era veramente impressionante, sarà bellissimo l’estate
prossima, chissà quante nuove spiagge ci saranno.
Sono contento che il pick up, il mitico Bolero è tornato a
casa in piena forma, mi è solo dispiaciuto non poterlo guidare, e anche la
povera Astra è guarita dall’ultimo incidente, dura a morire!
Mi ha fatto piacere cogliere l’occasione nel momento in cui
dovevo volare di fare tappa da Louis ad Amburgo per conoscere una nuova realtà,
quindi diciamo che il mio viaggio e iniziato nell’aeroporto di Francoforte dove
ho preso il volo con scalo a Dubai, un giorno interminabile passato al pc a
sistemare video e camminando per non so’ quante volte per quel terminal lungo
come la distanza che separa Robecco con Casterno, alla ricerca di prese di
corrente per ricaricare il pc, ma ci credete che in un aeroporto del genere bisognava
sollevare le piastrelle per cercare le prese di servizio.
Stanco morto mi sono imbarcato per il volo diretto ad
Adelaide, un quattordici ore filate che nel momento in cui ho preso posto
sull’aereo pensai che potessero durare molto meno visto che avevo i due posti
di fianco liberi è avrei potuto allungarmi e dormire per tutto il viaggio, il
sogno è svanito poco prima del decollo quando una coppia di sessantenni
francesi mi ha chiesto se potevano prendere posto per stare vicini.
8 novembre 2014
8.30 pm atterro ad Adelaide, si respirava già un’aria
diversa, in aeroporto c’è tranquillità e cordialità, vengo trattenuto al
controllo solo perché la foto che ho sul passaporto è vecchia e scura e a
fatica sembro io, gli do anche carta d’identità e patente e il giudizio
dell’esperta è positivo, sei tu…puoi andare!
Zero controlli nè per quello che mi porto dietro ne per
quali sono le mie intenzioni, esco dalle porte automatiche ed ecco un volto
familiare, le al fradelin che al ma specia, già abbronzato e con una barbetta
che però non ha niente a che vedere con quella di quattro mesi che mi porto
dietro.
Un saluto a sei occhi i nostri quattro e quelli delle due
gopro che ci seguono sempre pronte a
riprendere tutti i momenti di questa avventura.
Usciamo e poter stare in maglietta di sera mi da già
sollievo, monto sul van e diretti alla casa a Glenelg, il diciamo così lido di
Adelaide.
Entro in casa e vengo accolto da una decina di ragazzi e
ragazze già in festa, sono i coinquilini e gli amici dei messi trascorsi da
Andrea in questo bel posticino nel sud Australia.
Ovviamente la serata è degenerata ed io sono entrato subito
in confidenza con tutti, in casa vivevano quattro italiani: Andre, Claudia,
Roberta e un altro Andrea di passaggio e “abusivo” come del resto me, due
Australiani Jesse e Marschall e Gavin Canadese che aveva altri 3-4 canadesi che
venivano a trovarlo.
Il giorno successivo che era anche domenica è stato dedicato
al relax in spiaggia e all’ambientamento, mentre il lunedì ero già un immigrato
con tutte le carte in regola, conto in banca, “codice fiscale” e carta
sanitaria.
Poi visita al bellissimo orto botanico di Adelaide.
Poi visita al bellissimo orto botanico di Adelaide.
Intanto con Andre si programma il viaggio e decidiamo di approfittare
della vicinanza per visitare Kangaroo Island.
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