lunedì 10 novembre 2014

Eccomi qui, pronto a ripartire per una nuova avventura, dopo quasi un anno trascorso a casa. Dal  ritorno dei mesi trascorsi in Nuova Zelanda alcune cose sono cambiate nella mia vita, il viaggio mi ha cambiato, principalmente ha cambiato alcune regole base della mia vita, una vita che si prende come viene, vivendo ogni giorno a pieno senza fare progetti a lungo termine e accontentandosi di poco godendosi dei momenti unici che nel vivere quotidiano vanno perduti.

Tornato dalla mia prima grande avventura a casa pensavo di trovare un mondo che girasse alla mia stessa velocità ma in realtà non è stato così, tutto era rimasto fermo al giorno della partenza, è stato bello ritrovare amici e parenti ma ho notato un generale stato di noia e pessimismo.

Però sono stati mesi di svolta, in primis la possibilità gentilmente concessa dai nonni di poter vivere da solo in quel bellissimo mini attico ovvero il mesanin in curta per poter essere indipendente e libero nel gestirmi la mia vita quotidiana, poi i due lavori caduti dal cielo che mi hanno permesso di partire di nuovo.

Il pezzo di carta sudato per sei anni ha fruttato nella bella esperienza dell’insegnamento alla cooperativa sociale in cui ho potuto trasmettere quelle cose che l’università in parte e l’esperienza lavorativa di giardiniere mi hanno dato.

Poi l’esperienza in rifugio, che grazie a un caro amico conosciuto dall’altre parte del mondo che ha fatto da gancio (grazie Tommy) mi ha permesso di trascorrere l’estate in un posto bellissimo e unico, dove però proprio la mancanza di caldo e sole mi ha spinto ad anticipare la mia partenza.

Originariamente volevo restare per il Natale ed il falò 2015 ma visto che l’anno scorso sono rimasto leggermente deluso da alcune cose ho deciso che un giorno solo in tre mesi non poteva rubarmi 3 mesi di estate in Australia, mi spiace che l’anno prossimo non si farà ma la decima edizione è rinviata ad anno da destinarsi!

Ecco che quindi la mia partenza coincide anche con la fine della stagione lavorativa per l’Andre nella farm di Adelaide, anche lui ha voglia di spostarsi per cui decido di raggiungerlo e quindi di poter viaggiare con lui.

Dal ritorno del rifugio ho passato a casa veramente poco tempo e questo mi è dispiaciuto perché non ho avuto modo di trascorrere abbastanza tempo con tante persone con cui avrei voluto condividere dei momenti, però l’inverno o meglio un autunno piovoso era alle porte, ho visto le foto del Ticino ed era veramente impressionante, sarà bellissimo l’estate prossima, chissà quante nuove spiagge ci saranno.

Sono contento che il pick up, il mitico Bolero è tornato a casa in piena forma, mi è solo dispiaciuto non poterlo guidare, e anche la povera Astra è guarita dall’ultimo incidente, dura a morire!

Mi ha fatto piacere cogliere l’occasione nel momento in cui dovevo volare di fare tappa da Louis ad Amburgo per conoscere una nuova realtà, quindi diciamo che il mio viaggio e iniziato nell’aeroporto di Francoforte dove ho preso il volo con scalo a Dubai, un giorno interminabile passato al pc a sistemare video e camminando per non so’ quante volte per quel terminal lungo come la distanza che separa Robecco con Casterno, alla ricerca di prese di corrente per ricaricare il pc, ma ci credete che in un aeroporto del genere bisognava sollevare le piastrelle per cercare le prese di servizio.

Stanco morto mi sono imbarcato per il volo diretto ad Adelaide, un quattordici ore filate che nel momento in cui ho preso posto sull’aereo pensai che potessero durare molto meno visto che avevo i due posti di fianco liberi è avrei potuto allungarmi e dormire per tutto il viaggio, il sogno è svanito poco prima del decollo quando una coppia di sessantenni francesi mi ha chiesto se potevano prendere posto per stare vicini.

8 novembre 2014

8.30 pm atterro ad Adelaide, si respirava già un’aria diversa, in aeroporto c’è tranquillità e cordialità, vengo trattenuto al controllo solo perché la foto che ho sul passaporto è vecchia e scura e a fatica sembro io, gli do anche carta d’identità e patente e il giudizio dell’esperta è positivo, sei tu…puoi andare!

Zero controlli nè per quello che mi porto dietro ne per quali sono le mie intenzioni, esco dalle porte automatiche ed ecco un volto familiare, le al fradelin che al ma specia, già abbronzato e con una barbetta che però non ha niente a che vedere con quella di quattro mesi che mi porto dietro.
Un saluto a sei occhi i nostri quattro e quelli delle due gopro che ci seguono sempre  pronte a riprendere tutti i momenti di questa avventura.



Usciamo e poter stare in maglietta di sera mi da già sollievo, monto sul van e diretti alla casa a Glenelg, il diciamo così lido di Adelaide.
Entro in casa e vengo accolto da una decina di ragazzi e ragazze già in festa, sono i coinquilini e gli amici dei messi trascorsi da Andrea in questo bel posticino nel sud Australia.

Ovviamente la serata è degenerata ed io sono entrato subito in confidenza con tutti, in casa vivevano quattro italiani: Andre, Claudia, Roberta e un altro Andrea di passaggio e “abusivo” come del resto me, due Australiani Jesse e Marschall e Gavin Canadese che aveva altri 3-4 canadesi che venivano a trovarlo.

Il giorno successivo che era anche domenica è stato dedicato al relax in spiaggia e all’ambientamento, mentre il lunedì ero già un immigrato con tutte le carte in regola, conto in banca, “codice fiscale” e carta sanitaria.
Poi visita al bellissimo orto botanico di Adelaide.









Intanto con Andre si programma il viaggio e decidiamo di approfittare della vicinanza per visitare Kangaroo Island.


















































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